domenica 28 giugno 2015

DAY 23 KARRATHA-PEAWAH 153 KM

DAY 23
KARRATHA-PEAWAH  KM 153
TOT. KM 2342
                                    La casa di Dio è aperta a tutti però accamparsi nel giardino della chiesa del centro della città non so se è una delle scelte migliori, chi dovrà capire però capirà perciò dormo sereno e spensierato,  mi sveglio prestissimo, smonto tutto e vado nel centro commerciale. Uso i bagni, compro 4 muffin appena sfornati e un succo fresco, mi preparo psicologicamente per affrontare il mostro e riparto. Mi separano circa 250 km da Port Hedland, ho un paesino a 40 km, un pub a 130 km, a 150 un rest stop e a 180 un altro resto stop. L’obiettivo è raggiungere il pub With Crek, che poi un pub in mezzo al bush non so cosa ci fa, però dai, penso sia una bella soluzione.
Mi sono reso conto che il vento è forte di mattina, diminuisce il pomeriggio e sparisce la sera, anche le previsioni su internet dicono questo cosi parto con l’idea di andare tranquillo stamattina facendo più soste e poi nel pomeriggio aumentare il ritmo. I primi 7 km per uscire da Karratha e connettermi sulla highway sono leggeri, ho il vento che non mi infastidisce e alle 9.30 sono sullo stradone. A


Inizia subito la tortura, voglio non pensarci, so che la mattina e cosi ma perdo di mano la situazione, soffro completamente per 25 maledetti km, la mia mente va completamente in tilt, è una lunga pianura e non riesco a superare mai gli 8 km/h, faccio sforzi assurdi, ho le labbra screpolate per il forte mostro in faccia, mi fa bruciare gli occhi e mi distrugge le gambe per tenere questo leggero e lento ritmo. Per cambiare marce  ad un certo punto la catena della bici quasi si rompe, sono in una immensa pianura, il mostro soffia forte e per ripararla faccio una fatica assurda, è completamente incastrata e devo addirittura smontare la ruota posteriore, riparto ma ogni 2 km mi devo fermare, non riesco proprio ad andare avanti, avevo promesso a me stesso di stare tranquillo ma non ci riesco proprio, ho perso completamente di mano la situazione, mi fermo ogni due minuti, mangio tanto, trovo comforto mangiando e fumando, e ogni volta  riparto  con tanta carica ma dopo  due minuti torno con lo stesso malumore. So che d’ora in poi il mostro sarà sempre cosi, sono completamente in tilt, quasi piango e mi passano per la testa le soluzioni piu assurde, fare autostop per migliaia di km e poi tornare indietro, girare e tornare nel sud, mollare il viaggio, completamente in tilt, non riesco proprio a gestire questo momento.  Durante l’ennesima sosta sono seduto a terra sul ciglio della strada con le mani in faccia e si ferma una macchina, sono due ragazze gentilissime che mi che mi chiedono se ho problemi, quella che guida sembra una meteorologa, conosce perfettamente la situazione climatica australiana e tutte le strade , l’altra invece è semplicemente bellissima; mi dice le stesse cose che già so, ossia che la mattina il vento è forte e che lo avrò sempre contro, questo incontro mi cambia la giornata, forse avevo bisogno di parlare con qualcuno e sfogarmi, mi torna il sorriso e riparto con  lo stesso ritmo ma ora sono sereno,mi sono reso conto che  non riuscivo a gestire la situazione in modo molto ingenuo facendo un dramma di questo momento.

Con calma e ritmo lento alle 2 arrivo a Rebourne, un piccolo paesino dove la maggior parte della gente è aborigena, ho impiegato 6 ore per fare 40 km cosi faccio una lunga sosta di un’ora e mi rendo conto che il vento è quasi sparito, finalmente posso mettere le cuffie perché riesco a sentire la musica cosi riparto sereno e rilassato; q




15 km/h in un bel paesaggio, potrei andare più forte ma sono distrutto per la lunga mattinata e per tutte le energie che ho sprecato; quando  il sole inizia a tramontare, il vento sparisce completamente, il paesaggio è assurdo, un’immensa pianura chiusa tra le montagne, c’è pieno di Emu che pascolano (le mucche del bush), ogni tanto spunta qualche canguro, i colori del cielo sono fantastici  e mi tornano tante energie. Aumento il ritmo, finora ho fatto 70 km e mi pongo come obiettivo quello di arrivare a 100 e accamparmi, i colori di questo scenario e la musica mi fanno aumentare sempre di più il ritmo, ora le gambe vanno alla grande, prima che cala la notte faccio una pausa, mangio l’ultimo panino, monto le luci e inizio a pedalare per farmi altri 20 km in notturna. Dopo una mattinata drammatica ora sono genialmente tornato in una forma meravigliosa, la luna quasi piena mi illumina, spesso non devo nemmeno usare le luci, il traffico quasi non estiste, riesco a vedere le macchine che arrivano dalle due direzioni quando sono a tanti km da me visto che sono in un’immenso rettilineo perciò viaggio con i colori della luna e di migliaia di stelle, ora è uno spettacolo, viaggio con una concentrazione agonistica e il mio corpo è strapieno di adrenalina, vado a 20 km/h, macino km su km, arrivo a 100 ma di fermarmi non se ne parla proprio, decido di arrivare al pub aumentando il ritmo sempre di più; è un momento affascinante, quando penso alle ore precedenti e mi rendo conto che ora sto praticamente volando, volo sempre di più, ogni tanto passa qualche macchina e qualche camion ma mi rendo conto che con le luci che ho sono completamente in sicurezza; sono a 5 km dal pub, mi puzza questo pub nel deserto però è un’ottimo posto per fermarmi anche se per la testa mi passa spesso l’idea di andare oltre fino al rest stop, lo raggiungo alle 8.30 di sera, sono in strada da più di 12 ore, ho fatto 120 km, 40 dalle 8 alle 2, 30 dalle 3 alle 5.30 e 50 km in due ore e mezzo,














sono felice, è stata una giornta magica ma questo posto non mi piace per niente, ci sono tanti lavoratori che giocano a biliardo e bevono bevono e bevono, per farmi una doccia vogliono 7 dollari però posso accamparmi nel parcheggio di fianco alle macchine, per la doccia salto, cosi vado nel bar con l’idea di bere qualcosa e caricare tutto, arriva un tizio con una prepotenza assurda, mi stacca la spina e mi dice che se non ceno qui non posso caricare un bel niente, mi guarda male e m’insulta, non posso far altro che sorridergli e dirgli okok non preoccuparti,  cosi torno fuori, mi rimetto le scarpe mi mangio qualcosa della tanta roba che ho e non ci penso due volte per ripartire. E’ notte ma la situazione è affascinate, sto pedalando da solo nel bush illuminato dalla luna e dalle stelle, un’adrenalina assurda, una sensazione meravigliosa, i primi 10 km sono tutti in salita, mi rendo conto che sto scalando piccole montagne e che il paesaggio è meraviglioso, non lo vedo ma  ne sento il fascino, continuo a pedalare e dopo 27 km mi ritrovo davanti il cartello che mi dice che ne manca uno per il rest stop. Amo questi rest stop, ti puoi accampare gratis, ci sono solo australiani che viaggiano con il caravan e nel 99 % dei casi sono gentilissimi, sono posti tranquilli e ho sempre un comodo tavolino accanto alla tenda; non ci sono servizi ma sono estremamente affascinato da questi posti. E’ mezzanotte, ho fatto 153 km, il record di questo viaggio se voglio guardare i numeri, non sono importanti i numeri ma il modo in cui si è svolta questa giornata, è iniziata in modo drammatico, mi è caduto il mondo addosso e alla fine ho fatto tutti questi km con una serenità che mai avevo avuto prima. Una vera e propria lezione di vita, una vera e propria botta di felicità. Mi cucino ancora una volta, monto la tenda con calma, sono super felice di essere qui ma davvero stanco morto, cosi cado in un bellissimo e profondissimo sonno; domani si dorme, ora non voglio più sclerare, non ho fretta e le lezioni servono per imparare, non viaggio più di mattina, userò questa tattica ormai per andare avanti e andrò avanti alla grande.

Scrivere questo blog non è semplice, vorrei curare molto di più la forma in particolar modo per descrivere giornate come questa,non ho il tempo per farlo, vivo intensamente 24 ore su 24; butto giù una o due pagine di word al giorno in dieci minuti, spesso non controllo gli errori,non penso mai alla forma,alterno descrizioni di paesaggi e persone ma piu che altro dettaglio i miei stati d'animo e spesso mi concentro sulle difficolta, non è un viaggio semplice e scrivere su questo blog  mi aiuta a rilassarmi,  è praticamente  un diario personale che sto condividendo con voi che lo leggete. Stati d’animo diversi, scleri, errori, follia, km e km in notturna, sensazioni magari difficili da capire,  tanta adrenalina che scorre dentro, tutto ciò porta a pensare sicuramente che sono un mezzo matto, in effetti anche io lo penso, ma non lo penso dopo questa giornata ma da quando è  iniziato questo viaggio, perché se non ero matto non avrei mai comprato una bici e un carrello per attraversare uno dei paesi più grandi del mondo!!! Oggi è stata una giornata incredibile su tanti punti di vista, la più intensa da quando sono partito, è stata una piccola sfida con me stesso è l'ho stravinta. VIVA LA VIDA LOCA!!!
DAY 23
KARRATHA-P  KM 153
TOT. KM 2342

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